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Come leggere un’etichetta di cibo per cani nel 2026

Ti è mai capitato di passare dieci minuti davanti allo scaffale delle crocchette, con un sacchetto in mano, a leggere parole che sembrano scritte in una lingua antica e misteriosa? Derivati di origine vegetale, proteine idrolizzate, percentuali che sulla carta non quadrano mai… E nel frattempo, l’unico pensiero va al tuo cane che ti aspetta a casa, magari con quel pelo un po’ opaco o quel fastidioso prurito alle zampe che non passa mai.

Leggere l’etichetta di una crocchetta o di una scatola di umido non è semplice, nelle mie consulenze alimentari mi sento ripetere spessissimo la stessa frase:

“Vorrei solo essere sicuro di cosa metto davvero nella sua ciotola”.

Ti capisco perfettamente. Oggi il marketing è diventato così astuto che distinguere un ottimo alimento da uno mediocre sembra un’impresa impossibile.

Ciao, sono Elena. Ho dedicato anni di studio e un dottorato di ricerca all’alimentazione animale proprio per rispondere a questo dubbio. Oggi però voglio fare una cosa diversa: spegniamo il linguaggio freddo della scienza, mettiamo da parte le promesse della pubblicità e accendiamo la chiarezza. Ti porto con me “dietro le quinte” delle etichette per imparare a leggere la verità in cinque mosse, guardando i fatti fisici e non i disegni sulla confezione.

1. Il peso dell'onestà: l'inganno dell'ordine decrescente

Chi non ha sentito dire che il primo segreto per valutare un alimento é guardare l’ingrediente che sta in cima alla lista?   Per legge, gli ingredienti devono essere scritti in ordine decrescente di peso: il primo della lista è quello presente in quantità maggiore, l’ultimo è quello presente in tracce.

Fino a qui sembra facile, vero? Eppure, è proprio qui che iniziano i giochi di prestigio del marketing.

1.1 Il trucco del “frazionamento” (o divide et impera)

Immagina di voler preparare una torta di mele. Se usi 500 grammi di farina, 300 grammi di mele e 200 grammi di zucchero, l’ingrediente principale è la farina.

Nel cibo per cani dovrebbe essere lo stesso, ma succede che i vari ingredienti sono frazionati. Se un produttore non vuole far apparire i cereali al primo posto, può usare un trucco: li divide in tante piccole voci diverse. Quindi ti potrebbe capitare di leggere sull’etichetta leggerai:

  • Pollo disidratato (25%)
  • Mais (24%)
  • Farina di mais (17%)
  • Glutine di mais (9%)

A una prima lettura vedi pollo al primo posto e pensi: “Ottimo, questo alimento è ricco di carne!”. Ma se sommiamo il mais, la farina di mais e il glutine di mais, scopriamo che il sacco è composto per il 50% da cereali e solo per una minima parte da proteine nobili. Il pollo non è l’ingrediente principale delle crocchette, ma visivamente resta in cima alla lista.

2. Carne fresca verso Carne disidratata, leggere l'etichetta ed evitare le insidie

Questo è il secondo gioco di prestigio del marketing, legato all’ordine di peso. Se leggi pollo fresco (26%) al primo posto, ricorda che la carne fresca è composta per circa il 70-80% da acqua. Durante la cottura ad altissime temperature per produrre la crocchetta, quell’acqua evapora completamente.

Quel 26% iniziale di pollo fresco, una volta cotto, si riduce a un misero 5 o 6% di carne reale. Se al secondo posto c’era il riso al 20%, indovina qual è il vero ingrediente principale che finirà nella ciotola del tuo cane? Esatto, il riso.

2.1 Il consiglio della nutrizionista

Quando guardi i primi 3 o 4 ingredienti, cerca fonti proteiche chiare e preferibilmente disidratate oppure sotto forma di farina di carne (entrambe queste due forme sono già prive d’acqua). Puoi anche assicurarti che la percentuale di carne fresca sia davvero altissima per compensare la perdita in cottura.

Fai anche attenzione quando leggi, per esempio: agnello fresco 30% e agnello disidratato 15%, significa, secondo il ragionamento di prima, che al massimo contiene un 21%-22% di agnello disidratato totale.

Non farti ipnotizzare dal primo ingrediente: guarda sempre la squadra nel suo insieme.

3. Le bugie della copertina: cosa significano davvero i Claim più famosi

Elena con camicetta a fiori su sfondo bleu, e Lady, con la lingua fuori, in primo piano, accanto a un muro giallo

La parte anteriore del sacco è come la copertina di un libro, è studiata dai grafici e dagli psicologi del marketing per farti provare una sensazione di natura, salute e freschezza. Ma se giriamo il sacco, la realtà è molto diversa.

Vediamo i tre claim più diffusi e cosa nascondono davvero.

  1. Con Pollo Fresco verso Al Gusto di Pollo” (La trappola delle percentuali)

La legge sul pet food usa parole precise che i proprietari non conoscono. Se sulla confezione vedi una foto gigante di un filetto di pollo, leggi attentamente la parolina magica che la accompagna:

  • “Al gusto di…”: Significa che quel sapore è dato da meno del 4% di quell’ingrediente. Praticamente è solo un profumo.
  • “Con pollo…”: Significa che c’è almeno il 4% di pollo. Solo il quattro per cento! Il restante 96% è altro.
  • “Ricco in pollo…”: Saliamo almeno al 14%.
  • “Menu a base di pollo…”: Arriviamo al 26%.

Il consiglio della nutrizionista: Non guardare la foto del lupo o del pollo intero. Se un sacco dichiara con manzo, quel manzo potrebbe essere solo una minima percentuale  rispetto al resto della ciotola.

Se non sai cosa è un claim, leggi questo articolo

4. Human-Grade, naturale o olistico, i claim che catturano la tua mente

Human Grade, adatto al consumo umano, il claim più di moda negli ultimi anni. Evoca l’immagine di una cucina stellata dove gli ingredienti per il tuo cane sono gli stessi della tua cena.
La verità scientifica e legale? Un ingrediente può essere classificato come idoneo al consumo umano all’origine (al macello), ma nel momento stesso in cui entra in uno stabilimento di pet food e viene trasformato in una crocchetta cotta a 180 gradi, perde automaticamente quella qualifica per legge. Diventa mangime. Usare questo termine sulla confezione serve solo a farti sentire un ottimo proprietario (e a farti spendere il doppio).

La parola olistico nel pet food non ha alcun valore legale. Chiunque può scriverla su un sacco di crocchette, anche su quelle di qualità più bassa, perché non esiste un regolamento che definisca cosa sia un alimento olistico.
La parola naturale ha qualche vincolo in più (significa che non ci dovrebbero essere additivi chimici o sintetici), ma spesso viene usata per nascondere il fatto che la base dell’alimento è comunque di scarsa qualità.

H3 La formula da ricordare: Se è scritto davanti, cercalo dietro

Come dico sempre durante le mie consulenze, se un claim sulla parte anteriore del sacco ti affascina (es. promuove la salute delle articolazioni), rigira immediatamente la confezione. Vai a cercare negli ingredienti se ci sono davvero la glucosamina e la condroitina e, soprattutto, in che percentuale. Se sono in fondo alla lista, dopo il sale, la quantità è così infinitesimale che non avrà alcun effetto concreto sulle zampe del tuo cane.

5. I componenti analitici, finalmente valori affidabili nel leggere l’etichetta

I componenti analitici sono le percentuali che trovi leggendo l’etichetta, dopo gli ingredienti. Si determinano con un’analisi della crocchetta completa, ti offrono il livello, in percentuale, dei principali nutrienti presenti. Sono un indicatore della quantità, ma non della qualità. E’ obbligatorio per legge indicarli.

  1. Proteine, la percentuale di proteine presenti nel prodotto finito, non corrisponde alla qualità della carne utilizzata. Se è vero che più proteine potrebbero indicare un prodotto ricco di carne, è anche vero che le proteine nei componenti analitici si possono aumentare utilizzando proteine vegetali (per esempio soia o glutine di mais).
  2. Grassi, sono la principale fonte di energia e sono utili per tante funzioni dell’organismo del cane. Non dovrebbero essere né troppo bassi, né troppo alti. Possono andare bene compresi tra il 10% e il 20%, considerando anche i fabbisogni di razza. Rendono più appetibile l’alimento.
  3. Ceneri, si definisce così la quantità di minerali presenti nel prodotto. Questo perché per quantificarli, si brucia in una macchina apposita il prodotto finito, tutto ciò che non è minerale brucerà.
  4. Fibra, serve per aiutare l’intestino del cane a funzionare al meglio. In genere dovrebbe essere presente una fonte di fibra solubile (per esempio polpe di barbabietola) e una insolubile (per esempio crusca di grano).
Fido a Tavola | fidoatavola.it

Elena Garella

Ho conseguito un dottorato di ricerca in alimentazione animale e mi sono specializzata in alimentazioe del cane. Sono autrice del libro La dieta casalinga per tutti i cani

Ti propongo le mie consulenze personalizzate di alimentazione casalinga per il tuo cane.

Ti offro esempi di ricette complete e bilanciate in macro e micro nutrienti. Con il cibo che scegli, dici al tuo cane che lo ami.

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