BENESSERE NATURALE

Colite nel cane, rimedi naturali e prevenzione

La colite nel cane può colpire tutte le razze e i meticci, può risolversi rapidamente o durare per settimane. E’ importante conoscere le cause di questa malattia e come prevenirla, soprattutto nel caso dei Boxer e dei French Bulldog, che sono soggetti a un tipo raro di colite: la colite granulomatosa. In caso di colite è necessario consultare il medico veterinario, ma ricordate che oltre alle medicine, nei casi più leggeri di colite acuta si possono utilizzare anche rimedi naturali. Cosa è la colite e come si presenta nel cane La parola colite indica un’infiammazione del colon e spesso con colite si descrive la presenza di diarrea o feci molli. Il colon è l’ultimo tratto del sistema intestinale, segue l’intestino tenue dove avviene la digestione, ed in esso il cibo che arriva viene ulteriormente trasformato da una vivace popolazione microbica. Vi sono due tipi di colite che possono affliggere il cane: I sintomi più comuni sono le feci molli o liquide  (diarrea), in piccola quantità, ma emesse più volte nel corso della passeggiata. Evidenza dello sforzo nel defecare e dolore nel compiere l’atto. In alcuni casi le feci possono contenere del muco oppure tracce di sangue. Che alimenti evitare durante un episodio di colite Come regola generale, suggerisco di evitare cibi troppo ricchi, grassi o derivati del latte. Di seguito le mie raccomandazioni: Quale alimentazione prediligere in caso di colite nel cane Quando si deve scegliere il cibo per un cane con colite è fondamentale che la ricetta sia composta da ingredienti semplici da digerire e che non irritino l’intestino.  Alimentazione commerciale o casalinga? Non è una domanda da poco, infatti nei casi di colite cronica o discretamente grave, personalmente appoggio l’utilizzo di un alimento del commercio formulato proprio per questo problema. Tuttavia, una volta che i sintomi siano regrediti e la situazione si sia stabilizzata, è mio parere che un’alimentazione casalinga, formulata da una nutrizionista come me , con pochi e semplici ingredienti sia la scelta migliore. Il primo suggerimento che do sempre alle mie clienti è di osservare un perido di digiuno di 12-24 ore. Questo periodo permetterà all’intestino di riposare e la diarrea dovrebbe anche cessare. Il digiuno può essere anche di 48 ore, ma i cani di oggi (e i loro padroni) lo tollerano male. Durante il periodo di digiuno deve sempre esserci molta acqua fresca a disposizione del cane. Attenzione non fate digiunare un cucciolo! Se ha la diarrea dovete sempre recarvi dal veterinario. Al momento di ricominciare a mangiare potete considerare una dieta leggera a base di tacchino, carne molto proteica e poco grassa, riso e zucchine, cotti con grande attenzione, tagliati in piccoli pezzi e miscelati come una zuppa. In seguito potrete offrire anche un poco di fibra, il mio suggerimento e di cominciare con un poco di mela grattuggiata. La mela ha tanti benefici, tra i molti quello di contenere un’ottima fibra solubile naturale, le pectine, che sono anche gentili con l’intestino. Potrete poi aggiungere altre fonti vegetali di fibra, come la zucca, le carote e i finocchi. Infine, poiché durante la colite, la diarrea espelle forzatamente anche i microrganismi benefici, presenti nell’intestino, è sempre bene aggiungere un trattamento con un probiotico. Ho scritto questo articolo appositamente per guidarti nella scelta e nell’utilizzo dei probiotici. I rimedi naturali contro la colite nel cane Attraverso alcuni rimedi naturali possiamo dare sollievo ai sintomi principali che accompagnano la colite, possiamo ridurre il nervosismo e gli spasmi dovuti al dolore: Quando è presente la diarrea si possono utilizzare, con molta attenzione delle erbe astringenti, che rendano più difficile il passaggio di acqua nell’intestino, attraverso le cellule: Leggi la sezione Benessere naturale di questo blog magazine per essere informato sui molti rimedi naturali che puoi facilmente adottare. Come prevenire la colite nel cane Questo capitolo piò considerarsi un riassunto di tutto quanto ho scritto, un quadro di insieme per cambiare la vita del vostro cane. Se escludiamo i casi più complessi, di colite granulomatosa, la prevenzione dagli episodi di colite si basa su una sana alimentazione: cibi fresci, semplici e cotti con attenzione, sono già il 50% della prevenzione. Evitare di cedere alla tentazione di offrire bocconi del nostro cibo, scegliere con attenzione lo snack o i premi che daremo al cane, privilegiando quelli naturali, proteici ed essiccati è un altro buon 20%. Attenzione ai parassiti, soprattutto alla necessità di sverminare regolarmente il nostro amico a quattro zampe, le giuste cure mediche associate a trattamenti ripetuti con prodotti naturali come i probiotici o le essenze erboristiche valgono un ultimo 20%. Il restante 10%? E’ fortuna. Perché può sempre capitare che anche agendo al meglio il vostro cane si ammali, come è stato per la mia adorata Silverina. Tuttavia anche con una malattia cronica, se ben curata, il cane può vivere molti anni felice con la sua famiglia.

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Il cane e l’alimentazione sostenibile

Il cane e l’alimentazione sostenibile a lui dedicata è un bellissimo argomento, ma irto di insidie. Cosa significa “alimentazione sostenibile”, partiamo dalla definizione che da la FAO, che definisce l’alimentazione sostenibile come: un’alimentazione a ridotto impatto ambientale, che soddisfa le linee guida nutrizionali dal punto di vista economico, dell’accessibilità e dell’accettabilità culturale Dunque, cosa può significare dal punto di vista del cibo che utilizziamo per sfamare i cani? CONTATTAMI PER UNA CONSULENZA PERSONALIZZATA SULL’ALIMENTAZIONE DEL TUO CANE Quali sono i bisogni nutrizionali del cane da seguire nell’alimentazione sostenibile? Sgombriamo il campo da ogni dubbio: il cane è un carnivoro opportunista, significa che è un carnivoro che si adatta a mangiare altro se non può avere la carne. I suoi bisogni nutrizionali sono principalmente proteine per i muscoli, grassi per l’energia, una certa quantità di verdure per le fibre e le vitamine, piccole integrazioni per aiutare il suo organismo. Quindi, non c’è un reale fabbisogno di amido, da cereali, pasta o polenta e non è culturalmente accettabile trasformare un cane in un animale vegetariano o vegano, per assimilarlo auna nostra scelta. La mia ultima affermazione, non significa che non possiamo introdurre alimenti alternativi alla carne sporadicamente nel corso della settimana, ma il costo per l’ambiente di un cane vegetariano può essere superiore a quello di un cane prevalentemente carnivoro. Scegliere gli alimenti in base alla disponibilità sul territorio e al costo economico Il criterio del prezzo più basso, tanto è un animale, non è un criterio adottabile, se ragioniamo in termini di sostenibilità. Infatti, spesso ciò che costa poco ha viaggiato per migliaia di chilometri, perché è stato prodotto in paesi dove la manodopera costa meno, le regole per la qualità dei cibi sono meno stringenti che nell’Europa occidentale, il benessere animale non è minimamente considerato e l’eccesso di concimazioni e/o disinfestazioni è privo di un reale controllo. Per questa ragione parlo di disponibilità sul territorio e costo economico. Ripartiamo dal concetto che un cane è un carnivoro opportunista e che se desidero il meglio per lui la carne dovrà rappresentare dal 70% allo 80% della sua alimentazione. Se avete un cane di taglia grande, come Rory che pesa circa 30 kg, alimentarlo con la dieta casalinga richiede un discreto impegno economico, che occorre valutare attentamente, ma se il cane che vive nella vostra famiglia pesa dai 5 ai 20 kg, l’impatto è più leggero. Sostenibilità degli alimenti: il consumo idrico e l’impatto sul territorio Sapete che per produrre un chilo di riso occorrono dai 3,000 ai 10,000 litri di acqua e per produrre un chilo di carne di maiale ne servono 6,000 di litri di acqua e 4,300 per un chilo di carne di pollo? E sto parlando di allevamenti intensivi, quelli estensivi hanno consumi minori. Può apparire una provocazione, ma a partire dal 2023 non potremo più considerare l’acqua una risorsa infinita e gratuita. Dunque occorrerà valutare attentamente le scelte alimentari che faremo per i nostri cani e per noi. Nell’interessante articolo “The green, blue and grey water footprintof farms animals and animals products”, sintesi dello studio di Mekonnen e Hoekstra, finaziato dall’UNESCO, occorre tenere conto del sistema produttivo: intensivo, sistema misto o pascolo. Gli autori per spiegare un dato controverso, i prodotti degli allevamenti intensivi consumerebbero meno acqua di quelli degli allevamenti al pascolo, differenziano le acque in verdi, blu e grigie e così le impronte idriche. Differenti tipi di acque secondo l’articolo finanziato da UNESCO Acque verdi, cioè l’acqua proveniente dalle precipitazioni e che è particolarmente rilevante per le coltivazioni (può evaporare o essere assorbita dalle piante). Acque blu, cioè quelle provenienti dalle risorse idriche superficiali o dalle risorse sotterranee. L’acqua blu viene prelevata dall’essere umano e impiegata ad esempio per irrigare i campi e per vari settori industriali, compresa la zootecnia. Acque grigie, cioè la quantità di acqua dolce necessaria a diluire gli inquinanti per permettere che la qualità delle acque raggiunga standard di qualità concordati.  La soia può far parte per il cane di un’alimetazione sostenibile? Questa è una domanda difficile che mi sono rivolta tempo fa e ritengo non esista una risposta univoca. Partiamo dai cani, si può introdurre il tofu come alimento proteico alternativo per un certo numero di pasti, ma esso non può sostituire completamente la carne. Ma la soia è una coltivazione sostenibile? Al momento mi sento di rispondere, purtroppo di no. Non tanto per la soia in quanto tale, che ha un consumo idrico non indifferente, ma migliora anche il suolo apportando azoto. Bensì perché il suo uso continuo e anche privo di senso nell’alimentazione degli animali mette a rischio l’ambiente. Infatti, per assecondare l’enorme richiesta di proteine della soia per la formulazione dei mangimi si sottraggono sempre più terreni alle foreste. La soia, fuori dall’Europa, è anche geneticamente modificata al fine di resistere a un particolare erbicida che distrugge ogni altra pianta. Sono stati presi provvedimenti perché si trasformi in una coltura più etica, ma occorrerà verificare se sono effettivamente fatti rispettare. Acquista il libro qui e offrirai al tuo cane tutto il meglio Come comporre una ciotola sostenibile Spero di farvi ridere affermando che per comporre una ciotola sostenibile occorre ragionare come le nostre nonne! Voglio dire che ci vuole della ragionevolezza e occorre liberarsi delle proprie personali convinzioni. Procediamo dunque con ordine e valutiamo cosa mettere nella ciotola del nostro cane:

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I benefici della camomilla per il cane e come usarla

I benefici della camomilla per i cani sono molteplici, non per niente è una delle piante preferite in erboristeria. In questo articolo troverete spiegati i vantaggi di utilizzarla e come somministrarla al cane, secondo le diverse necessità.   Il fiore della camomilla è bianco, con il centro di colore giallo, e ne esistono diverse varietà, le due principali sono: Vi ricordo che in erboristeria i nomi latini, quelli che ho aggiunto in corsivo, sono gli unici che individuano esattamente la specie vegetale che volete acquistare. Infatti, spesso cambiando paese, cambia il nome del fiore o dell’erba nella lingua locale. La camomilla è originaria dell’area mediterranea e la si trova crescere liberamente in tutta Europa. Ma… perché non coltivarla nel vostro giardino o in un vaso in terrazzo? Questa è la mia bonus track che trovate alla fine dell’articolo. Ogni mese troverai un articolo di benessere naturale seguimi QUI I  benefici della camomilla per il cane iperattivo o con problemi di stomaco La camomilla ha un fantastico effetto calmante per i nervi e lo stomaco, i suoi effetti antispasmo e mediamente sedativi per il sistema digerente, la rendono un’utile alleata in caso di indigestione, vomito e produzione di gas. Cosa determina questi effetti lenitivi? Si ritiene che alcuni costituenti chimici, oli volatili, abbiano la capacità di calmare lo stomaco, insieme a vari flavonoidi, scientificamente riconosciuti come potenti anti spasmo. Particolarmente efficace nei cani soggetti a fastidi allo stomaco o iperattivi è somministrare un tea di camomilla. Efficace per cani iperattivi che vomitano dopo il pasto perché sovraeccitati è una forte infusione di camomilla, 4 bustine o 2 cucchiai di fiori secchi in 240 ml di acqua, fatta raffreddare, somministrata a più riprese. Un cucchiaio da minestra pieno ogni 2 ore, se al cane non piace potete aggiungere poco miele.  Se non vedete un effetto deciso, potete passare a 1 cucchiaio da minestra pieno ogni ora, la camomilla è un erba sicura e può essere usata in tutta tranquillità. Il tea rimanente può essere conservato in frigorifero sino a 4 giorni. Come fare gli impacchi di camomilla al cane per occhi limpidi e non irritati In caso di occhi irritati o arrossati da irritazione o allergia, un infusione di 4 bustine di camomilla o 2 cucchiai di fiori secchi in 240 ml di acqua può essere di grande aiuto. Poiché si tratta di fare degli impacchi di camomilla al cane, l’infusione, ben raffreddata, dovrà essere attentamente filtrata. Potete utilizzare dei filtri in carte appositi e poi andrà diluita con soluzione salina in questo rapporto: 1 parte di infuso di camomilla/2 parti di soluzione salina Dovrete ottenere un liquido trasparente e leggermente colorato di giallo, che verserete in un contenitore sterile. Avrete così un lavaggio per gli occhi che potrete applicare al vostro cane con un contagocce, due otre volte al giorno. Se questa operazione vi dovesse risultare difficile, potete utilizzare delle garze sterili, imbevute dell’infuso di camomilla che poggerete sugli occhi e terrete in posa per almeno 1 minuto di orologio. Lavatevi bene le mani prima di fare queste operazioni. Se l’infiammazione persiste, recatevi dal medico veterinario di vostra fiducia, potrebbe trattarsi di congiuntivite batterica e la camomilla sarebbe solo un breve sollievo, non un medicinale adeguato. Sollievo alla pelle irritate con la camomilla? Si ma non da sola Anche nel caso di pelle irritata, allergie lievi o morsi di pulci si può utilizzare un tea di camomilla. Potete utilizzarlo nei casi più leggeri ponendo l’infusione di camomilla in una bottiglia spray e irrorando la pelle due o tre volte al giorno. In casi più diffusi si può fare delicato lavaggio della pelle, bagnate bene l’area irritata, il pelo e la pelle del cane, e lasciate che si asciughi. La camomilla ha un effetto analgesico, vale a dire diminuisce o elimina il dolore e in alcuni casi può inibire il proliferare di batteri. Per offrire un sollievo più rapido potete aggiungere al tea di camomilla un tea di menta piperita o di fiori di calendula o del succo di aloe vera, in parti eguali. Se vi sono delle ferite o chiazze di pelle viva (senza epidermide a proteggerla) consultatevi con il medico veterinario, prima di applicarvi qualsiasi cosa sopra. Come dare la camomilla al cane, non solo il tea Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come un tea di camomilla, particolarmente forte, sia di grande aiuto contro gli spasmi gastrointestinali e per alleviare il fastidio di occhi e pelle irritata. Può anche essere utilizzato, in forma di tea normale, per alleviare lo stress o l’ansia nei cuccioli. Anche le infusioni liquide di camomilla possono essere molto utili, si tratta di un’infusione o tea di erba, filtrata. Suggerisco di ottenere un infusione dai fiori essiccati di camomilla, ma anche le bustine già pronte vanno bene. Si tratta di porre in 240 ml di acqua bollente o due cucchiaini da tea di fiori essiccati o una bustina grande di camomilla. Lasciare in infusione per 5 minuti, eliminare la camomilla, filtrare e lasciar raffreddare. Preparare un cataplasma o impacco alla camomilla Come preparare un cataplasma o impacco di camomilla, per esempio per alleviare il fastidio del cane con pelle arrossata e irritata? Un cataplasma è una soffice palla di camomilla secca o appena tagliata fresca, avvolta in una quadrato di cotone biologico, che si immerge in acqua calda e si applica prima che si raffreddi. Vi suggerisco di preparare due cataplasmi alla volta, prendete le due palle di camomilla, avvolte nel cotone, e ponetele in una ciotola. Versatevi sopra dell’acqua calda, non bollente, quindi con una mano pulita e indossando un guanto in lattice, massaggiate delicatamente i cataplasmi, sino a che i due cataplasmi siano imbevuti di acqua.  A questo punto prendetene uno e premetelo gentilmente sull’area da trattare, sino a che sarà freddo. Sostituitelo con il secondo, ancora nell’acqua calda, e premete il secondo impacco caldo.  Ripetete queste aplicazioni, 2-3 volte al giorno sino a che non vedrete dei benefici Pomata alla camomilla, un preparato sempre utile Una pomata è un altro modo per

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Come disintossicare il fegato del cane? Con un rimedio naturale

esiste un modo naturale per disintossicare il fegato del cane che consiglio come nutrizionista per i vostri amici fedeli: l’ingrediente magico è il cardo Mariano. Il cardo Mariano , per disintossicare il fegato del cane è un rimedio erboristico di efficacia provata e che può essere di grande aiuto. Potete utilizzarlo sia per cani che abbiano dovuto assumere molti medicinali, sia per cani che abbiano sempre e solo mangiato cibo commerciale. Quando un anno fa ho avviato la sezione Benessere naturale in questo Blog Magazine volevo condividere con tutti voi la possibilità di aiutare i cani a migliorare il loro benessere. Perché utilizzare il cardo mariano per disintossicare il fegato del cane Il cardo mariano è una pianta nativa delle regioni mediterranee dell’Europa, è simile nell’aspetto ad altri cardi, con foglie spinose e infiorescenze porpora. E’ coltivato per i semi, che sono la porzione della pianta con effetti curativi di protezione e rigenerazione del fegato. Essi contengono la silimarina, l’insieme di tre composti chimici, che molte ricerche scientifiche hanno provato essere attiva nel proteggere il fegato durante le crisi. La silimarina accelera la sintesi delle proteine e stimola la produzione di nuove cellule, che possano sostituire quelle danneggiate. Questo composto ha una forte azione antiossidante e rinforza le capacità del fegato nel resistere alle sostanze tossiche. Ricerche scientifiche hanno provato che la silimarina protegge il fegato dall’azione, in particolare, in caso di intossicazione da sostanze chimiche o da prolungati trattamenti con medicine allopatiche. Sapete che il fegato è fondamentale per la salute del cane? Il fegato, dopo la pelle, è il più grande organo presente nel corpo del cane ed è anche la ghiandola più grande. Questo organo svolge più di mille funzioni importanti, tra cui: Questa ultima funzione è tra le più importanti, perché permette all’organismo tutto di disintossicarsi e il fegato compie questa azione insieme con i reni, l’intestino e la pelle. L’azione disintossicante avviene attraverso: Fegato del cane intossicato: quali sono i sintomi Il fegato del cane può essere affaticato per molteplici cause: virus, batteri, tossine ingerite, radicali liberi, infiammazioni di altre parti dell’organismo, ecc. I principali segnali di affaticamento possono essere stanchezza, scarso appetito, gengive pallide, perdita di peso improvvisa. Tuttavia, questi sono segnali che indicano altre malattie e occorre un’accurata visita di un medico veterinario per diagnosticare il problema e suggerire la cura adeguata. Come nutrizionista canina, posso dirvi che quando si manifestano disturbi dell’apparato digerente, gas, costipazione o diarrea, sarebbe ben affiancare un trattamento con cardo mariano, per aiutare il cane a 360 gradi nel recuperare il suo benessere. Come linee guida per un sospetto e conseguente trattamento con cardo mariano suggerisco: Come somministrare il cardo mariano al vostro cane Il cardo mariano non deve essere somministrato in via preventiva, ma quando il fegato del cane sia stato sottoposto a tossine, medicinali o sostanze chimiche. Come ho già detto, questa pianta stimola la crescita di nuove cellule del fegato, che sostituiscono quelle danneggiate. I trattamenti erboristici devono essere seguiti da un professionista, medico veterinario o figura professionale specializzata in erboristica, e non devono essere somministrati per lunghi periodi. Attenzione a non somministrare il cardo mariano a cagne in gravidanza o allattamento. Cito Gregory L. Tilford and Mary L. Wulff, Herbs for Pets: “nonostante la grande popolarità del cardo mariano, esso non deve mai essere usato come supplemento alimentare giornaliero.   I semi di cardo mariano è un medicinale che deve essere utilizzato per situazioni in cui il fegato sia diagnosticato in sofferenza.” Potete scegliere se somministrare un estratto in polvere standardizzato al 60%-80% di silimarina, suggerimento che do per cani affaticati, anziani o cha abbiano subito lunghi trattamenti con medicinali. In realtà, la tintura alcolica sarebbe il ritrovato migliore da somministrare, perché permette un completo assorbimento della silimarina nell’organismo. Tuttavia, se i danni al fegato sono importanti o il cane è particolarmente sensibile all’alcol anche in piccole quantità (che è dannoso per i cani), sarà meglio rivolgersi agli estratti in polvere, standardizzati e certificati. Frutta e verdura fresca sono un aiuto in più Anche se alimentate il vostro cane con un’ottima dieta casalinga. Non sarà mai possibile evitare tutte le tossine, perché viviamo in un ambiente con moltissimi inquinanti e non possiamo evitare di curare il cane, quando ne ha bisogno. Frutta e verdura fresca vi vengono in soccorso, potete utilizzare la mia ricetta del Contorno perfetto e aggiungere piccole porzioni di alimenti vegetali con proprietà antiossidanti:

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Erba medica al cane, benessere naturale e fisico nella dieta

L’erba medica al cane? Ma non è un foraggio per le vacche? Si, è un foraggio, ma speciale. Infatti, è ricco di proteine (il 50% del peso), di vitamine A, E, D C e gruppo B. Contiene poi un antiossidante naturale: la clorofilla, cosa potete desiderare di più. E’ uno scrigno di benessere che potete facilmente aggiungere alla ciotola del cane, perché acquistabile in polvere o sotto forma di germogli di medica freschi, spesso chiamati alfa-alfa. Continua a leggere per sapere verso quali malattie può essere d’aiuto. ACQUISTA IL MIO LIBRO, UNA GUIDA SICURA SEMPRE CON TE Cosa è l’erba medica e perché è utile per il cane L’erba medica fa parte della famiglia delle leguminose, è una pianta perenne che fiorisce dalla primavera all’autunno, molto vigorosa ed è utilizzata in erboristeria da 1500 anni. Di quest’erba si utilizzano le foglie, i gambi e i boccioli ancora chiusi essiccati.  Allo scopo di migliorare l’alimentazione del cane si possono utilizzare anche i germogli di medica freschi, perché ricchi di proteine e vitamina A. Gli usi principali dell’erba medica sono per l’apporto di nutrienti, proteine e vitamine, utili per mantenere il benessere e coadiuvare l’alimentazione nei cani che fanno molta attività fisica, nei cani senior e in quelli in convalescenza. Inoltre, ha una forte affinità con il sistema muscolo scheletrico e l’apparato gastrointestinale. Si utilizza per alleviare i dolori dell’artrite, per le infiammazioni articolari e per i reumatismi. Quando utilizzare l’erba medica Esistono alcune malattie i cui effetti possono essere alleviati con un utilizzo costante e attento di erba medica: Nel tratto urinario l’erba medica ha un effetto alcalinizzante, può quindi cooperare con i trattamenti messi in atto contro le urine troppo acide. Soprattutto in caso di vescica irritatat o formazione di calcoli. Consultate sempre il medico veterinario prima di utilizzarla per questo uso. Dosi e modalità d’uso dell’erba medica L’erba medica disidratata per il cane si trova facilmente, perché offerta da alcuni siti che commercializzano la dieta Barf. Può essere somministrata 10 grammi ogni 10 kg di peso. Se invece comprate delle capsule o la tintura di erba medica per esseri umani, ricordate che le dosi sono calcolate peruna persona di 67 kg circa. Adattate di conseguenza la dose al peso del vostro cane. Se pensate che il cane possa berlo, potete anche fare un infuso di erba medica essiccata, bollendo 250 ml di acqua e mettendo in infusione 4 cucchiaini da tea dell’erba. Lasciare in infusione per 10-20 minuti, filtrate e lasciate raffreddare. Potete aggiungere l’infuso al cibo del cane in ragione di 60 ml ogni 5 kg di peso. Il tea può essere conservato per 3-5 giorni in frigorifero. Attenzione: queste sono le dosi a regime, prima dovete cominciare con 1/3 della dose e aumentare lentamente per lasciare che il corpo del cane si abitui all’erba medica. Continuate ad osservare il cane per 30 giorni, prima di considerare che il cane sia abituato all’erba medica. Se ti interessa integrare le erbe officinali nell’alimentazione del tuo cane, puoi leggere l’articolo Erbe e spezie per la dieta casalinga del cane e curiosare nella sezione Benessere Naturale.

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Signora sorridente abbraccia inginocchiata i suoi levrieri neri, con sullo sfondo un bosco e un ruscello

Ridurre l’impatto ambientale del cane: la sua cacca e i sacchetti per raccoglierla

Vivere con un cane ed essere sostenibili sono due concetti non compatibili al 100%. Nel mondo ci sono circa 840 milioni di cani (e gatti) e se non puliamo le loro feci inquineremo la terra. D’altra parte anche i sacchetti di plastica con cui le raccogliamo non sono esattamente sostenibili… cosa fare per ridurre l’impatto ambientale del cane? Se vuoi cominciare dai primi, semplici, passi leggi Vivere green con il cane, muoviamo insieme i primi passi . I cani sono accolti come membri delle nostre famiglie, quindi la soluzione di non avere un cane in casa per me non funzionerebbe e credo neanche per voi, che mi state leggendo. Dobbiamo quindi migliorare il nostro livello di vita green e in questo articolo ci dedichiamo a risolvere il problema di come gestire la produzione di feci del cane, per essere il più possibile rispettosi dell’ambiente. L’abbandono sul terreno delle feci del cane. Perché non lasciarle lì? Perché non lasciare i bisogni del cane semplicemente li dove li ha fatti, siamo in campagna o in un bosco, quale può essere il problema? Se percorrete quei sentieri di campagna vicini alla periferia delle piccole città, vi accorgerete che sono disseminati di cacca. Soprattutto dei cani di piccola taglia, per molti dei loro padroni sembra che valga il motto “..ma tanto sono piccole..”. Non è così, intanto puzzano come le feci dei cani di taglia medio.grande e si nascondono anche meglio sotto le foglie. Quando capita di pestarle, sono fastidiose come tutte le cacche di cani. Altre persone ritengono che essendo le feci materiale organico, possono essere lasciate sul terreno per concimare. E’ vero sono un materiale organico, ma se lasciate li da sole non sono utili all’ambiente. Possono attirare insetti, mosche e vermi e quando piove inquinare il terreno e le acque sotterranee. Se vogliamo ridurre l’impatto ambientale del cane e nostro, dobbiamo tenere conto dei risultati di uno studio svolto da un  gruppo di ricercatori dell’Università di Ghent in Belgio. In questa rierca è stato verificato come l’urina e le feci dei cani, abbandonate nelle aree verdi limitrofe alla città, fossero estremamente inquinanti a causa delle quantità elevate di azoto (11 kh/ettaro) e fosforo (5 kg/ettaro) che rilasciavano. L’articolo suggerisce tra le soluzioni, due già adottate in molte aree verdi cittadine: l’obbligo di rimuovere le feci del proprio cane e il divieto di accesso ai cani o la limitazione del numero di cani ammessi. Dove buttare la cacca del cane Facciamo un poco di chiarezza poiché in Italia lo smaltimento delle feci degli animali da compagnia deve essere nella raccolta indifferenziata, anche se si utilizzano sacchetti per raccoglierla biodegradabili. Le feci dei cani contengono microbi patogeni molto forti, che possono anche infettare l’uomo, dunque non si possono gettare nel water di casa. Anche se in alcuni articoli leggerete che è una delle vie più sostenibili per eliminarle non è vero. Infatti la nostra rete fognaria non è attrezzata per abbattere questi microbi, che comunemente non si riscontrano nelle deiezioni umane. Alcuni articoli sostengono che l’indicazione di gettare le feci dei cani nel water venga dall’EPA, l’agenzia USA Environmental Protection Agency, ma questo risale a molti anni fa. In realtà, oggi l’EPA consiglia di raccogliere le feci in ogni ambiente, giardino o aree verdi boschive e di non gettarle nelle acque dei fiumi o nei laghetti. Qui potete scaricare il loro depliant. Perché i sacchetti di cacca per cani dovrebbero essere biodegradabili I sacchetti di plastica si decompongono in un tempo molto lungo, da 10 a 30 anni, a meno che non siano biodegradabili. Le feci del cane possono impiegare 9 settimane per decomporsi in natura oppure 12 mesi se in climi freddi o sepolte nel terreno. Quando le chiudiamo nei sacchetti per raccoglierla di plastica e le gettiamo nei rifiuti indifferenziati, esse arrivano in discarica e li non avviene la biodegradazione per mancanza di ossigeno. Infatti, la plastica dei sacchetti richiede anche 10 anni per decomporsi. Possiamo quindi scegliere sacchetti biodegradabili, ma per tutti noi non è facile capire se un prodotto è veramente più ecologico e sostenibile di un altro. Spesso le parole sostenibile, green o ecologico sono in parte un argomento di marketing. Le plastiche, prodotte da materie fossili non rinnovabili, portano le sigle PE, PP e PET; invece i materiali bio-based sono prodotti da materie prime rinnovabili, ma non biodegradabili. Poi abbiamo plastiche bio-based e biodegradabili. Quindi, se volete migliorare la sostenibilità della vita insieme con il vostro cane prendetevi il tempo di leggere ciò che trovate sulla confezione dei sacchetti per la raccolta delle feci e cercate che siano plastica bio-based e biodegradabili. Così, quando li smaltirete nel rifiuto indifferenziato e giungeranno in discarica, i sacchetti si degraderanno e così le feci, a contatto con l’ossigeno. Posso compostare la cacca del cane? Un tempo gli agricoltori distribuivano anche le feci dei cani sui campi che coltivavano, ma nel 21mo secolo si è scoperto che le deiezioni canine contengono livelli molto elevati di E. Coli e Salmonella, due batteri patogeni pericolosi anche per l’uomo. Compostare le feci dei cani non è semplice, proprio perché bisogna essere in grado di eliminare la contaminazione batterica. Per farlo è necessario che la temperatura del compost raggiunga i 63 °C e mantenga questa temperatura per parecchi giorni. Tuttavia, neanche operando in questo modo vi sarebbe la certezza che il compost casalingo sia privo di ogni batterio e parassita. Per questa ragione i sindaci di molti comuni vietano di aggiungere al compost casalingo le deiezioni degli animali domestici. Se ti è piaciuto questo articolo, puoi approfondire altri aspetti della vita green con il cane nella sezione Benessere naturale e puoi seguirmi su Instagram. Partecipa ai miei sondaggi per indicarmi gli argomenti che ti interesserebbe approfondire.

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Border nella neve porge la zampa

Come proteggere i polpastrelli del cane in inverno

Proteggere i polpastrelli del cane in inverno è molto importante, quanto in estate. Su questi cuscinetti ammortizzanti si basa la buona deambulazione del cane. Oggi parleremo di come fare e vi regalerò la mia personale ricetta della crema per proteggere i polpastrelli del cane. Ti chiedi come rinforzare il sistema immunitario del tuo cane per affrontare l’inverno? Leggi come utilizzare l’Echinacea. Quando il freddo è eccessivo per i polpastrelli del cane in inverno? Non c’è una risposta giusta a questa domanda, ma possiamo dire che se la temperatura è sopra gli 0° C i cani di taglia medio-grande possono passeggiare per circa 30 minuti, mentre per quelli di taglia piccola è meglio limitarsi a 15 minuti. Se la temperatura è inferiore a 0 gradi è consigliabile non portare a passeggio i cani. Un altro fattore importante è il vento, se è vero che anche in inverno il cane ha bisogno di uscire per muoversi e fare esperienze, è necessario porre attenzione a quanto il vento possa abbassare la temperatura. Se nevica tutti i cani dovrebbero o indossare una protezione, un cappottino, o avere una leggera protezione impermeabile, se dotati di pelo foto e lungo. Fanno forse eccezione i cani da neve, come gli Husky, ma consiglio comunque di uscire per un breve periodo. Come proteggere i polpastrelli del cane in inverno La neve, il ghiaccio, il sale per sciogliere il ghiaccio, possono inaridire, screpolare e ferire i polpastrelli del cane. Cosa fare? Se vi piace andare in montagna, nella neve, consiglio di acquistare per il cane delle scarpine in tessuto tecnico impermeabile. Queste possono non piacere, ma tengono le zampe al caldo e protette e poi durano molto. Se il cane non accetta le scarpette potete utilizzare una crema o un balsamo che protegga i polpastrelli. Sarà necessario applicarne una generosa quantità prima di uscire e poi al rientro, pulire e asciugare bene le zampe e stendere un altro strato di crema protettiva. In questo modo eviterete le screpolature. La crema proteggi polpastrelli naturale da fare in casa Useremo la cera d’api per proteggere la pelle dei polpastrelli, l’olio di cocco per le sue proprietà antibatteriche, l’olio di calendula per le sue proprietà di aiuto alla guarigione delle ferite e l’olio di germe di grano per le proprietà idratanti. Ingredienti Preparazione In genere trovate il burro di cocco uso alimentare in erboristeria. Potete scioglierlo preventivamente oppure aggiungerlo ancora solido. Tagliate in scaglie la cera d’api e ponetela in un pentolino, aggiungete i 3 cucchiai di olio di cocco, aggiungete i 3 cucchiai di olio di calendula e i 3 cucchiai di olio di mandorle dolci. Sciogliere il tutto a fiamma medio bassa, fatelo leggermente intiepidire e versatelo in uno stampo o barattolo basso e largo, così da poterlo prelevare facilmente. Fate attenzione a non bruciarvi, a non far indurire la crema nel pentolino. Non scegliete un contenitore in vetro, la differenza di calore potrebbe romperlo tra le vostre mani. Fatelo raffreddare e indurire, non sarà mai duro come un mattone, e sarà pronto all’uso. Avete trovato interessante questo approfondimento per mantenere il vostro cane in saluta, con un metodo naturale? Potete curiosare nella sezione Benessere naturale per altri spunti.

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barattolo di Golden paste con cucchiaio di curcuma in polvere accanto, su tavolo in legno grigio-blu

Golden Paste, la miglior ricetta quando parliamo di curcuma per cani

Golden paste, solo il nome fa sognare, eppure questa preparazione è veramente la miglior ricetta quando parliamo di curcuma per cani. Questa spezia dorata è ormai famosissima, tra coloro che  vivono con un cane, per le sue attività antiinfiammatorie, antiossidanti ed epatoprotettrici. E’ quindi di grande interesse per i cani di una certa età. Benefici della curcuma per cani Benefici la curcuma per i cani ne ha diversi, ma lasciatemi dire che non è facilmente assorbibile dall’organismo del cane. Vale a dire che la biodisponibilità della curcumina, la sostanza attiva, è limitata e gran parte della curcuma viene eliminata con le feci. Alcune ricerche avrebbero dimostrato che se vi si aggiunge della piperina, una delle sostanze attive del pepe nero, la biodisponibilità della curcuma aumenterebbe anche del 100%. Fatta questa precisazione, valutiamo i benefici: Dosaggio della curcuma al cane, per non esagerare Vi consiglio di acquistare la curcuma in polvere o fresca, sempre da una fonte sicura. La curcuma in polvere può essere acquistata facilmente in erboristeria, quella fresca sarebbe ideale acquistarla da produzione biologica, così che non siano stati utilizzati diserbanti o pesticidi, che potrebbero depositarsi nella curcuma e danneggiare il cane. Per il cane il dosaggio consigliato è da 50 a 250 mg per 2-3 volte al giorno. Veramente una minima quantità, da valutare attentamente e non superare per evitare che il cane si senta male. Perché si la curcuma è naturale, ma ha delle controindicazioni in caso di alcune malattie del fegato, di un intervento imminente, di gravidanza o diabete o ossalati nelle urine. Consultate sempre il veterinario di fiducia. Cosa è la Golden Paste? Con il nome Golden Paste si indica una preparazione a base di polvere di curcuma in unione con acqua. In questo modo è più semplice unire il prodotto a un pasto o alla ricetta di un biscotto e soprattutto dosare correttamente il prodotto per il cane. Abbiamo visto nel paragrafo Dosare la curcuma al cane, per non esagerare, che la quantità di curcuma da offrire al cane è piccola, misurata in milligrammi. Inoltre, in alcuni casi si aggiungono alcuni altri ingredienti, che renderanno la curcuma più attiva, come il pepe nero e l’olio extravergine d’oliva. Troverete questi ingredienti nella ricetta, seguente, che condivido con voi. Golden Paste, la ricetta per offrire la curcuma ai cani La ricetta è stata ideata e testata dal Dottor Doug English, veterinario australiano. Ingredienti Golden Paste Preparazione della Golden Paste Miscelare la curcuma con l’acqua in un pentolino, cominciando con 1 tazza di acqua e se necessario aggiungerne sino a 1/2 tazza in più. Mescolare a fuoco dolce per 7-10 minuti, si dovrebbe formare una pasta viscosa. Se la vostra pasta ha un aspetto acquoso, semplicemente aggiungete ancora della curcuma, 1 cucchiaino da caffè alla volta, scaldando sul fuoco per altri 2 minuti. Una volta ottenuta la pasta della giusta consistenza, aggiungere il pepe e l’olio e mescolare molto bene. Lasciate raffreddare il tutto, ponete la pasta in un barattolo con un coperchio a tenuta ermetica e conservatelo in frigorifero. La pasta può essere utilizzata nelle successive 2 settimane, dopo questo tempo dovrete gettare la quantità eventualmente residua e preparane di fresca.  Somministrazione La potete aggiungere direttamente al pasto del vostro cane, miscelandola con un poco di yogurt o kefir o acqua. Cominciate con 1 cucchiaino di golden paste e in base alla taglia del vostro cane, si può arrivare sino a ½ cucchiaio da minestra per cani di taglia grande. Siete entusiasti di questi suggerimenti? Potete trovare altri rimedi naturali spiegati in modo dettagliato nella sezione Benessere Naturale.

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